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Traduzione di Andrea Taeggil, Daniel Iversen e Vincenzo Barbato
I giovani atleti provenienti da aree urbane carenti mostrano più abilità nel gestire la loro vita e nello sviluppo del loro carattere, se i loro allenatori mettono in risalto l’importanza di creare un clima umanitario, invece di concentrarsi sulla competitività, stando ad una ricerca del Michigan State University's Institute for the Study of Youth Sports.
Giocare in un’atmosfera che si concentra sul miglioramento dell’atleta, invece che sulla sua competitività crea un clima di lavoro di squadra e sviluppa iniziativa, abilità sociali e senso dell'identità, riferiscono gli autori dello studio del Department of Kinesiology institute.
Lo studio, condotto da Daniel Gould e Larry Lauer, è stato di recente pubblicato sulla rivista Psychology of Sport and Exercise. Anche Ryan Flett, ex dottorando all’MSU, ora alla West Virginia University, ha preso parte alla ricerca.
“La ricerca va ad aggiungersi al crescente corpo del sapere, che mostra come il modo di agire degli allenatori e il clima che creano nella squadra abbia influenze importanti sullo sviluppo personale dei giovani”, dice Gould. “I nostri dati suggeriscono che se gli allenatori vogliono sviluppare abilità nella vita e nel carattere dei giovani, è importante concentrarsi sul miglioramento del loro se, più che sulla vittoria.”
Lo studio ha preso in esame 239 giovani atleti residenti in città, che completarono la Youth Experiences Scale-2, la quale misura, tra le esperienze di sviluppo giovanile, sia quelle positive che quelle negative. Gli atleti, di età compresa tra i 10 e i 19 anni, provenivano da comunità svantaggiate, con carenza di servizi alla persona e barriere economiche, culturali o linguistiche. Furono anche completate interessanti scale su questo ambiente, della motivazione sportiva e sono state fatte misurazioni sull'importanza che i loro allenatori attribuiscono allo sviluppo psicosociale.