Editorial

Cos'è il software libero e perché conviene il Creative Commons?

Cos'è il software libero e perché conviene il Creative Commons?

Cos'è il software libero e perché conviene il Creative Commons? by RADIO DESTABILIZZATORE
Con l'aiuto di Davide Gaulli (cordinatore del movimento zeigeist) a DESTABILIZZATORE cerchiamo di sviscerare il concetto di software libero e di creative commons, ormai diventati parte integrante nella nostra società. In linea con la puntata abbiamo trasmesso anche un disco non registrato alla SIAE del gruppo Le Volken "we are alive". Salutiamo ancora Timmy vincitore del DESTA QUIZ!

Un uomo riceve la nuova mano bionica con pollice elettrico opponente


Fonte
Traduzione di Maria Pia Lanfranchi e Vincenzo Barbato

Il 12 gennaio Matt Razink ha ricevuto una mano artificiale dotata di un pollice opponente elettrico. Michelangelo Hand (La Mano Michelangelo) ha consentito a Rezing un controllo aggiuntivo così superiore da non aver più bisogno di cambiare accessori protesici in base al compito da svolgere. La nuova mano fa tutto.
Il posizionamento del polso è solo una delle molte migliorie che fanno percepire agli amputati la Mano Michelangelo come più naturale.
L’abitante del Wisconsin aveva perso parte del proprio braccio in una macchina frantuma-pietre sei anni fa. Si recò all’Advanced Arm Dynamics di Maple Grove, in Minnesota, per provare la taglia per la nuova mano. La Advanced Arm Dynamics lavora a stretto contatto con Otto Bock, realizzatore delle mani bioniche avanzate guidate dall’attività elettrica di nervi e muscoli dell’avambraccio.

Cosa rende efficace l’apprendimento auto-gestito?


Fonte
Traduzione di Maria Pia Lanfranchi e Vincenzo Barbato

Negli ultimi anni, gli educatori hanno cominciato a conc
entrarsi sempre di più sull’importanza di sperimentazione in laboratorio, partecipazione diretta, ricerche condotte dagli studenti, e l’uso di "manipolabili” in classe. La logica di base sembra essere che gli studenti imparano meglio quando possono controllare il flusso delle proprie esperienze, o quando il loro apprendimento è “auto-gestito”.

Zeit Journal | Puntata #2


Seconda puntata dello ZeitJournal, progetto del GdL Comunicati Stampa, mirato a creare una release che possa informare tutti i volontari e gli interessati sulle attività del movimento e sulle novità scientifiche e internazionali.

Presenta: Mauro Perri
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Articoli scientifici:

DNA (Testo: Valerio Lisci, Voce: Riccardo Beatrici, Luca Napolitano, Valerio Lisci; Editing: Ezio Coriglione)

Appello scientifico (Testo: Rosa Maiorano, Voce: Antonietta Staurenghi; Editing: Rosanna Panozzo)

Intervista (Valerio Lisci con Vincenzo Barbato, Editing: Massimiliano Masciulli)
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Coordinamento: Valerio Lisci
Editing postproduzione: Ezio Coriglione

Il prezzo delle disuguaglianze: come le differenze di ricchezza e reddito fanno male a tutti noi


Fonte
Traduzione di Andrea Taeggi  e Vincenzo Barbato

Il mondo deve urgentemente porre degli obiettivi per contrastare le estreme diseguaglianze e l’estrema ricchezza. È largamente accettato che le differenze di ricchezza e reddito in rapida crescita sono dannose al progresso umano e che bisogna prendere provvedimenti. Già quest'anno, il Global Risk Report del World Economic Forum ha classificato le diseguaglianze come uno dei maggiori rischi del 2013. Il Fondo Monetario Internazionale e The Economist sono d'accordo. In tutto il mondo, le proteste del Movimento Occupy hanno dimostrato la rabbia crescente nelle persone e la sensazione che le diseguaglianze hanno superato il limite.
Negli ultimi 10 anni, l'attenzione è stata esclusivamente rivolta su metà del problema della diseguaglianza, ovvero, fermare l'estrema povertà. La diseguaglianza e l'estrema ricchezza che contribuisce a crearla, erano viste o come non particolarmente importanti o come un prerequisito per la crescita che avrebbe aiutato anche i più poveri, assumendo che essa avrebbe avuto ricadute favorevoli a beneficio di tutti. Ci sono stati grandi progressi nella lotta contro l'estrema povertà. Centinaia di milioni di persone hanno visto le loro vite migliorare sensibilmente - una conquista senza precedenti nella storia, di cui il mondo dovrebbe essere fiero. Ma guardando ai prossimi 10 anni e ai nuovi obiettivi di sviluppo, dobbiamo definire cosa è il progresso, dobbiamo dimostrare che stiamo anche mettendo freno alle diseguaglianze e questo significa concentrarsi non solo sui più poveri ma anche sui più ricchi. Oxfam crede che ridurre le disuguaglianze sia una parte centrale nella lotta contro la povertà e per assicurare un futuro sostenibile per tutti. In un mondo con risorse finite, non possiamo fermare la povertà a meno che non riduciamo le diseguaglianze rapidamente.
È per questo che il nostro richiamo è verso il nuovo obiettivo globale di ridurre la ricchezza estrema entro il 2025 e invertire la rapida crescita delle diseguaglianze osservate nella maggior parte delle nazioni negli ultimi vent'anni, riportando i livelli a quelli del 1990.

Pari diritti ed educazione delle donne come fattore chiave per evitare il collasso della civiltà

 Fonte
Traduzione di Andrea Taeggi, Enzo Truppa e Daniel Iversen

Anne Ehrlich, ricercatrice capo e suo marito, Paul Ehrlich, professore “Bing” (titolo onorifico elargito alla Standford University, ndt), di Studi sulla Popolazione e membro di rilievo al Woods Institute per l’Ambiente. Il reportage appena pubblicato dai coniugi Ehrlich offre un piano d’azione per evitare il collasso della civiltà.
Nel corso della storia, tutte le grandi civiltà umane hanno attraversato periodi di crisi significative, e sebbene i risultati di queste crisi siano stati diversi, dalla totale estinzione (i Maya) alla depressione e successiva ripresa (Cina), ogni tracollo è avvenuto su scala regionale. Oggi, si sono assommati una varietà di problemi che spingono la civiltà globale verso il collasso.
La spinta principale verso il collasso, stando ai biologi della Stanford Paul e Anne Ehrlich, viene dalla sovrappopolazione e il consumo sfrenato da parte dei benestanti. Gli effetti collaterali delle abitudini che hanno permesso agli esseri umani di prosperare si sono accumulati, mettendo a dura prova l’ecosistema del pianeta e ciò minaccia di avere un impatto negativo sulle generazioni future.

Malgrado questa lugubre prospettiva, i due ricercatori offrono delle linee guida per evitare il totale collasso della società, enfatizzando che garantire pari diritti alle donne su scala globale sarebbe un primo passo fondamentale. L’analisi dei coniugi Ehrlich - le cui conclusioni sono state sottoposte alla revisione di un gruppo di rinomati biologi e sociologi - è corredata da fonti provenienti da più di 150 pubblicazioni scientifiche sulle condizioni di vari sistemi della Terra. E’ stato pubblicato online l’8 gennaio su Proceedings of the Royal Society B.

Impiegati digitali

Articolo originale di John Naughton, apparso su “The Guardian
Traduzione a cura della rivista “Internazionale“.

Apple, Amazon, Facebook e Google hanno profitti da capogiro e si vantano di aver creato nuovi posti di lavoro. Ma spesso si tratta di lavori sottopagati e alienanti

Vi serve un corso accelerato di ca­pitalismo digitale? Facile, vi ba­sta assimilare quattro concetti: margini di profitto, volume, di­suguaglianza e impiego. Se volete qualche dettaglio in più, aggiungete quattro agget­tivi: esiguo, grande, enorme, misero.

Cominciamo con i margini di profitto. Un tempo esisteva una grande azienda di nome Kodak. Dominava il suo settore, la fotografia basata sui processi chimici, e aveva margini di profitto enormi, che in al­cuni casi raggiungevano il 70 per cento. Un giorno, però, nelle profondità dei suoi laboratori di ricerca e sviluppo, alcuni dipen­denti hanno inventato la fotografia digitale. Quando hanno presentato l’idea al loro ca­po, la conversazione dev’essere andata più o meno così. Capo: “Quali sarebbero i mar­gini di profitto?”. Ricercatori: “Be’, è tecno­logia digitale, quindi al massimo il 5 per cento”. Capo: “Grazie, potete andare”.

Impianto pilota converte i rifiuti di frutta e verdura in gas naturale per auto

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Fonte
Traduzione di Giovanni Quarti, Irene Calabria e Vincenzo Barbato
Alcuni lettori forse ricorderanno il dispositivo Mr. Fusion in Ritorno al Futuro che Doc Brown riempiva con spazzatura, inclusa una buccia di banana e alcune birre, per alimentare la sua DeLorean, icona del viaggio nel tempo. Mentre siamo ancora lontani dall'alimentare le nostre auto con gli avanzi della tavola in modo così diretto, alcuni ricercatori di Fraunhofer hanno sviluppato un impianto sperimentale che tramite la fermentazione dei rifiuti di frutta e verdura di grandi magazzini, tavole calde e mense, produce metano, utile per alimentare automobili. Considerato l’aumento del costo del petrolio negli ultimi anni, molti hanno convertito le proprie auto ad alimentazione a gas. Ma, proprio come il petrolio, il gas naturale è una combustibile fossile con riserve limitate i cui prezzi sono altresì aumentati negli ultimi anni ed ed è molto probabile che continueranno a farlo. Le scoperte di Fraunhofer propongono una strada alternativa all’estrazione di gas dalle riserve nel sottosuolo, semplicemente utilizzando i rifiuti vegetali. L’impianto sperimentale è parte del progetto ETAMAX ed è stato costruito vicino al mercato ortofrutticolo di Stoccarda.

L’alba di una nuova termodinamica; microdispositivi che funzioneranno raccogliendo energia dall’ambiente

Dalla rivista “Le Scienze
Luca Gammaitoni, direttore del NiPS Lab di Perugia, progetta microdispositivi rivoluzionari che funzioneranno raccogliendo l’energia dall’ambiente
di Silvia Bencivelli

 

Laboratori del NiPs

Una nuova termodinamica per una nuova rivoluzione industriale. L’obiettivo delle ricerche del NiPS Laboratory dell’Università di Perugia è ambizioso. Come sono ambiziose le parole del suo direttore Luca Gammaitoni, che parla di fusione tra la fisica classica, quella dei Boltzmann e dei Kelvin, e l’ingegneria elettronica, quella di computer e telefonini. Perché la nuova termodinamica, spiega Gammaitoni, ci permetterà di costruire nuovi strumenti che oggi non immaginiamo nemmeno, come successo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento quando sono state introdotte le macchine termiche che hanno cambiato la nostra vita. La differenza con la vecchia termodinamica è che la nuova dovrà spiegare che cosa succede a scale nanoscopiche, dove le leggi che abbiamo studiato a scuola non valgono più. Cioè dovrà occuparsi di microenergie.

La doppia elica sintetica conserva fedelmente i sonetti di Shakespeare

Fonte

Traduzione di Enzo Truppa, Andrea Taeggi e Vincenzo Barbato

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File di grandi dimensioni vengono conservati in forma molecolare, con una codifica “priva di errori”
Un team di scienziati ha riprodotto una breve antologia di poesia codificando i 154 sonetti di Shakespeare memorizzati in forma di DNA. I ricercatori riferiscono che il loro metodo si potrebbe facilmente sviluppare in modo da riuscire a immagazzinare tutti i dati del mondo.
Oltre ai sonetti, il team ha codificato una clip audio del famoso discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King, una copia del famoso studio di James Watson e Francis Crick sulla struttura del DNA, una foto dell’istituto di ricerca e un file che descrive il modo in cui sono stati convertiti i dati.

I ricercatori riportano il loro lavoro sul sito web di Nature.
Il progetto, guidato da Nick Goldman dell’European Bioinformatics Institute (EBI) di Hinxton, Regno Unito, segna un ulteriore passo verso l’utilizzo di acidi nucleici come un pratico sistema di memorizzazione di dati, un modo molto più solido e duraturo degli attuali supporti multimediali come hard disk o nastri magnetici.
“Penso sia una tappa davvero fondamentale” commenta George Church, genetista molecolare della Harvard Medical School di Boston, Massachusetts, che l’anno scorso ha codificato una bozza del suo ultimo libro sul DNA. “Ora abbiamo davvero un campo di ricerca”.
Il DNA riesce a comprimere le informazioni in uno spazio decisamente inferiore rispetto agli altri supporti. Ad esempio, il CERN, laboratorio Europeo di fisica delle particelle nei pressi di Ginevra, ha attualmente salvato su circa un centinaio di unità a nastri magnetici, circa 90 petabyte di dati. Il metodo di Goldman potrebbe racchiudere tutti questi dati in 41 grammi di DNA.

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