Technology

Un uomo riceve la nuova mano bionica con pollice elettrico opponente


Fonte
Traduzione di Maria Pia Lanfranchi e Vincenzo Barbato

Il 12 gennaio Matt Razink ha ricevuto una mano artificiale dotata di un pollice opponente elettrico. Michelangelo Hand (La Mano Michelangelo) ha consentito a Rezing un controllo aggiuntivo così superiore da non aver più bisogno di cambiare accessori protesici in base al compito da svolgere. La nuova mano fa tutto.
Il posizionamento del polso è solo una delle molte migliorie che fanno percepire agli amputati la Mano Michelangelo come più naturale.
L’abitante del Wisconsin aveva perso parte del proprio braccio in una macchina frantuma-pietre sei anni fa. Si recò all’Advanced Arm Dynamics di Maple Grove, in Minnesota, per provare la taglia per la nuova mano. La Advanced Arm Dynamics lavora a stretto contatto con Otto Bock, realizzatore delle mani bioniche avanzate guidate dall’attività elettrica di nervi e muscoli dell’avambraccio.

Zeitpillola 02 | La coltivazione idroponica


Zeitpillola "La coltivazione idroponica"
http://www.zeitgeistitalia.org/

Questo progetto è stato concepito e realizzato interamente dal capitolo italiano del Movimento Zeitgeist.

CREDITS:

Testi: Ezio Coriglione, Vincenzo Barbato.

Revisione Testi: Giovanna Marino, Vincenzo Barbato, Ezio Coriglione, Massimiliano Masciulli, Antonino Aloi.

Sonorizzazione e mastering: Ezio Coriglione.

La voce fuori campo è di Ivan Anoè.

Montaggio video: Ezio Coriglione, Marcello Pazzaglia, Giacomo Picchiotti, Antonio Gentile, Massimiliano Masciulli (Team Multimedia).

La musica di sottofondo è in Licenza CC:
Ezietto - Zeitgeist theme (Orchestral Version)
Ezietto - Zeitgeist theme (Vienna REMIX)
MG-Rizzello - A rough devastation
MG-Rizzello - In dark he comes
Roger Subirana Mata - Point of no return
SGX - Coactive [Over My Shoulder Mix]
SGX - Amity [Short Edit]
Lohstana David - Petit talibe [Instrumental Version]
Roger Subirana Mata - Blood brother

Bibliografia ed approfondimenti:

Impiegati digitali

Articolo originale di John Naughton, apparso su “The Guardian
Traduzione a cura della rivista “Internazionale“.

Apple, Amazon, Facebook e Google hanno profitti da capogiro e si vantano di aver creato nuovi posti di lavoro. Ma spesso si tratta di lavori sottopagati e alienanti

Vi serve un corso accelerato di ca­pitalismo digitale? Facile, vi ba­sta assimilare quattro concetti: margini di profitto, volume, di­suguaglianza e impiego. Se volete qualche dettaglio in più, aggiungete quattro agget­tivi: esiguo, grande, enorme, misero.

Cominciamo con i margini di profitto. Un tempo esisteva una grande azienda di nome Kodak. Dominava il suo settore, la fotografia basata sui processi chimici, e aveva margini di profitto enormi, che in al­cuni casi raggiungevano il 70 per cento. Un giorno, però, nelle profondità dei suoi laboratori di ricerca e sviluppo, alcuni dipen­denti hanno inventato la fotografia digitale. Quando hanno presentato l’idea al loro ca­po, la conversazione dev’essere andata più o meno così. Capo: “Quali sarebbero i mar­gini di profitto?”. Ricercatori: “Be’, è tecno­logia digitale, quindi al massimo il 5 per cento”. Capo: “Grazie, potete andare”.

La doppia elica sintetica conserva fedelmente i sonetti di Shakespeare

Fonte

Traduzione di Enzo Truppa, Andrea Taeggi e Vincenzo Barbato

P { margin-bottom: 0.21cm; }
File di grandi dimensioni vengono conservati in forma molecolare, con una codifica “priva di errori”
Un team di scienziati ha riprodotto una breve antologia di poesia codificando i 154 sonetti di Shakespeare memorizzati in forma di DNA. I ricercatori riferiscono che il loro metodo si potrebbe facilmente sviluppare in modo da riuscire a immagazzinare tutti i dati del mondo.
Oltre ai sonetti, il team ha codificato una clip audio del famoso discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King, una copia del famoso studio di James Watson e Francis Crick sulla struttura del DNA, una foto dell’istituto di ricerca e un file che descrive il modo in cui sono stati convertiti i dati.

I ricercatori riportano il loro lavoro sul sito web di Nature.
Il progetto, guidato da Nick Goldman dell’European Bioinformatics Institute (EBI) di Hinxton, Regno Unito, segna un ulteriore passo verso l’utilizzo di acidi nucleici come un pratico sistema di memorizzazione di dati, un modo molto più solido e duraturo degli attuali supporti multimediali come hard disk o nastri magnetici.
“Penso sia una tappa davvero fondamentale” commenta George Church, genetista molecolare della Harvard Medical School di Boston, Massachusetts, che l’anno scorso ha codificato una bozza del suo ultimo libro sul DNA. “Ora abbiamo davvero un campo di ricerca”.
Il DNA riesce a comprimere le informazioni in uno spazio decisamente inferiore rispetto agli altri supporti. Ad esempio, il CERN, laboratorio Europeo di fisica delle particelle nei pressi di Ginevra, ha attualmente salvato su circa un centinaio di unità a nastri magnetici, circa 90 petabyte di dati. Il metodo di Goldman potrebbe racchiudere tutti questi dati in 41 grammi di DNA.

Nel 2014 la prima casa stampata 3D

 
Traduzione a cura di Daniel Iversen
L’architetto olandese Janjaap Ruijssenaars dall’Universe Architecture ad Amsterdam ha progettato un edificio di un unico pezzo che verrà costruito con una stampante 3D e spera che il “Landscape House”, come l’ha chiamato, potrà essere stampato entro l’anno 2014.
Una superficie ripiegata in un band möbius senza fine. I pavimenti si trasformano in soffitti, all’interno e all’esterno. La produzione sarà affidata a innovative tecniche di stampa 3D. Architettura di continuità con una serie infinita di applicabilità.
Ruijssenaars collabora allo sviluppo di questo progetto con il matematico e l’artista Rinus Roelofs, usando la tecnologia della stampa 3D. L’idea è quella di stampare l’edificio in pezzi e poi metterli insieme per formarne uno unico. Ci vorrà un anno e mezzo per completare il progetto.
Ruijssenaars prevede di stampare ogni pezzo delle dimensioni di 6 x 9 metri usando una enorme stampante 3D chiamata D-Shape. Progettata dall’inventore italiano Enrico Dini, la D-Shape è potenzialmente in grado di stampare un edificio a due piani usando sottili strati di sabbia e un legante inorganico per la costruzione. Il risultato sarà abbastanza resistente ?
Ruijssenaars dice che Dini ha consigliato di stampare solo la forma, dopodichè i “contorni” dell’edificio verrano riempiti con del calcestruzzo rinforzato per ottenere la resistenza desiderata.
Insieme ad un azienda olandese, Ruijssenaars sta lavorando con Dini per realizzare questa idea.
“Sarà il primo edificio stampato 3D al mondo. Spero che possa venire aperto al pubblico una volta finito” dice Ruijssenaars.
La casa panoramica è stata sviluppata per aderire ad Europan, un concorso europeo per giovani progettisti dello spazio che viene organizzato ogni due anni in quindici paesi. Nel loro insieme, in media, questi paesi creano 50 siti reali disponibili per giovani progettisti per lo sviluppo di un piano.
La casa panoramica sarà un panorama nel paesaggio. “Era una casa in Irlanda”, dice Janjaap Ruijssenaars. “La posizione sulla costa è così bella che vogliamo che il progetto rifletta la natura. I paesaggi sono senza fine e la nostra domanda era se eravamo capaci di progettare qualcosa senza inizio né fine”. L’architetto ha avuto fama mondiale con il suo design di un letto fluttuante, che è stato letto la “Miglior invenzione del 2006″ dal Time Magazine.

Fonte: Robotswillstealyourjob

Il Robot Ristorante di Harbin


Fonte
Harbin è uno dei luoghi più unici della Cina. Anche se è nota per il suo ice festival annuale, la città ha molte altre meraviglie come numerose tigri nel suo parco siberiano e un treno che può viaggiare a più di 300 km/h con temperature fino a -40 gradi Celsius. Ma Harbin è una città che non riposa sugli allori.

Il Ristorante Robot aperto a Harbin a giugno e ha proiettato l'industia alimentare cinese in un'ambiente meccanizzato all'avanguardia. Lo staff del
Robot Restaurant ha personale composto da 20 robot tra cuochi, camerieri e garzoni. 
Si ha in progetto di espanderlo includendo 18 tipi diversi di robot di servizio.

All'arrivo Robot Usher accoglie i clienti al ristorante e li dirige verso i posti a sedere. I clienti possono quindi ordinare, l'ordine viene trasmesso da esseri umani ad uno dei quattro chef robot che sono in grado di cucinare diversi piatti a base di ravioli e tagliatelle. Gli chef robot rilevano temperatura e ingredienti per ogni piatto e di solito la preparazione di un ordine medio dura circa 3 minuti. 
Nessuno di questi cuochi robot è svogliato. Il personale della cucina è in grado di preparare oltre 30 pietanze, perfetto per una cena in famiglia.

Un robot cameriere porta il cibo ai clienti, seguendo una traccia che utilizza sensori spaziali posti sotto il pavimento. Inoltre, ogni robot è dotato di propri sensori, che li aiutano a non ostacolare i bambini.

E come se non bastasse anche in Germania, precisamente a Norimberga c'è una realtà analoga, si tratta del ristorante 's Baggers, dove clienti ordinano e pagano tramite un diplay touchscreen presente su ogni tavolo, nella cucina vengono preparate le pietanze (da umani) e vengono messe su rotaie che trasportano in modo spettacolare i piatti fino al tavolo dei clienti, 0 camerieri e 0 cassieri, solo un paio di cuochi e il ristorante va avanti in modo efficiente, ecco qui il video dimostrativo.

Stufa a Pirolisi

Fonte

di Jacopo Amistani Guarda, coordinatore Open Source Ecology Italia

La Pirolisi, parola strana.
Cos'è e a cosa serve? Come può aiutarci a ridurre il nostro impatto sull'ambiente e rendere molto più efficenti le nostre fonti di approvvigionamento energetico?

Secondo Wikipedia:
La pirolisi (o piroscissione) è un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno). In pratica, se si riscalda il materiale in presenza di ossigeno avviene una combustione che genera calore e produce composti gassosi ossidati; effettuando invece lo stesso riscaldamento in condizioni anaerobiche (totale assenza di ossigeno), il materiale subisce la scissione dei legami chimici originari con formazione di molecole più semplici. Il calore fornito nel processo di pirolisi viene quindi utilizzato per scindere i legami chimici, attuando quella che viene definita omolisi termicamente indotta. Tra i principali processi pirolitici sfruttati su larga scala spiccano il cracking industriale e il trattamento termico dei rifiuti. Prima del 1925 la pirolisi del legno costituì la fonte principale di metanolo.

cit:http://it.wikipedia.org/wiki/Pirolisi

È quindi possibile sfruttare in maniera efficiente l’energia stoccata all'interno delle biomasse per permetterci di recuperare il calore e l’energia elettrica necessaria per sopravvivere e ricavarne anche un ingente eccedenza, ma dove si può trovare una stufa di questo tipo e quanto costerebbe produrla? Esistono già modelli facilmente recuperabili sul mercato e funzionanti? Quanto costano?

Questo argomento è egregiamente affrontato da Jacopo Fo in uno dei suoi articoli sul Fatto Quotidiano.

Condividi contenuti